turbina eolica

turbina eolica

Sono sempre più i Paesi che stanno puntando su questa forma energetica, in particolare in Europa, perché si adatta facilmente a qualsiasi tipo di fondale dato che non ha più bisogno di una profondità minima di 50 metri e si può spostare praticamente ovunque.

Una piccola società americana specializzata in energia eolica, la SheerWind, ha presentato la sua Invelox, una turbina eolica a tunnel che sarebbe in grado di produrre fino al 600% in più di energia rispetto alle turbine eoliche tradizionali.
L’azienda sostiene anche che, dopo numerosi test, la loro nuova turbina potrebbe ridurre i costi di installazione a meno di $ 750 per KW prodotto.
Il segreto sta nel fatto che la Invelox funziona catturando anche le brezze presenti a livello del suolo e incanalandole verso la turbina così da migliorarne le prestazioni.
Non solo: a differenza delle altre turbine, riduce anche l’impatto ambientale e di pericolo per gli uccelli e, a detta dei tecnici progettisti, non richiede incentivi governativi per essere redditizia.
SheerWind afferma anche che la loro Invelox può funzionare a una velocità del vento a partire da 1 miglio all’ora, e che durante le loro prove ha fatto registrare il record di capacità di produzione di energia del 72%.

Anche se più costosi, molti esperti ritengono i sistemi off shore molto più produttivi, sul lungo, periodo, rispetto a quelli tradizionali, grazie ai venti che soffiano in maniera più massiccia e costante al largo. In questo scenario il paese leader è la Gran Bretagna che a fine 2012 ha aggiunto altri 854 MW di capacità eolica off-shore, che si vanno a sommare al totale di 2.093 MW. Negli Stati Uniti, lo sviluppo di un’industria dell’off shore sembra il passo più logico: le turbine classiche off shore sono installate, solitamente, a meno di 30 metri di profondità, mentre quelle galleggianti potrebbero essere installate a una profondità maggiora, cosa che garantirebbe un’efficienza molto più elevata rispetto ai sistemi di produzione eolica attuali.

Con molti meno disagi però, sia per i pesci che praticamente non se ne accorgono, che per l’uomo, visto che ha meno bisogno di manutenzione ed è anche più facile intervenire su di essa dato che basta riportare in porto la nave sulla quale è installata per apportare eventuali modifiche. Anche se per adesso la potenza installata è bassa e l’impianto è costoso (circa 12 milioni di dollari nel complesso tra questa e l’altra turbina che verrà installata al largo dell’Oregon), secondo gli esperti questo potrebbe essere il futuro dell’eolico. Sviluppandosi infatti, sul lungo periodo l’intero apparato potrebbe costare di meno, e al contempo potrebbe sfruttare meglio le correnti che si formano sul mare e che sulla terraferma arrivano indebolite.

Il team del Maine mira a installare circa 80 turbine galleggianti a 20 miglia dalla costa. Secondo i ricercatori, le turbine saranno in grado di produrre energia elettrica a 10 centesimi per KW/h, senza sussidi, perfettamente in accordo con gli obiettivi del DOE per il 2020. Oltre questo primo progetto, anche la DeepCWind sta sviluppano dei piani per la costruzione di turbine galleggianti da 6 MW entro il 2017. Per supportare lo sviluppo di queste attività il DOE ha elargito all’Università del Maine un finanziamento da 4 milioni di dollari.

Il Volturn è un modello in scala ridotta delle “turbine giganti” da 6 MW messe a punto dall’Università del Maine: secondo il team di ricerca che ha guidato il progetto, entro il 2030 si potrebbe arrivare a produrre 5GW di energia con le turbine giganti posizionate a 50 miglia dalla costa, dove i venti soffiano costantemente.

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