kit fotovoltaico

kit fotovoltaico

La tecnologia del solare termico, come chiarisce il rapporto “Solar heating cooling Roadmap” della Iea è attesa a un’importante evoluzione nei prossimi anni, tanto che, con il giusto mix di ricerca e sviluppo, nel 2030 in molte latitudini potrebbe essere economicamente conveniente (senza incentivi di alcun tipo) soddisfare la domanda di calore di edifici a basso consumo energetico con questa fonte.

Los paneles solares, al colocarlos sobre estructura inclinada, producen sombras y debemos dejar un pasillo entre cada fila de paneles de unas 2 veces la altura de lo que produce la sombra, es decir, un panel tipo SolarWorld SW240, con 30º de inclinación, tiene una altura de 0,5m, con lo que habría que dejar un pasillo de: 2 * 0,5m = 1 metro, así pues, necesitamos en nuestro tejado:

Nei primi la circolazione dell’acqua avviene sfruttando le differenze di temperatura del circuito, ma questa caratteristica li rende adatti solo alla produzione di piccole quantità di acqua calda sanitaria; nel secondo caso la circolazione dell’acqua può avvenire per effetto dell’azione di una pompa, permettendo così sia la produzione di acqua calda, che il riscaldamento e raffrescamento degli ambienti.

Per quanto riguarda i collettori sottovuoto, il tubo all’interno del quale scorre il fluido da riscaldare (fluido termovettore) è racchiuso all’interno di un tubo di vetro di diametro maggiore che, nella parte inferiore, è ricoperto da materiale assorbitore (ossia l’equivalente della piastra nel collettore a piani vetrati) e nel quale viene creato il vuoto, così da ottenere un migliore isolamento termico. I collettori sottovuoto presentano il rendimento migliore in tutte le stagioni (circa un 15-20% di aumento di produzione energetica), grazie al sostanziale annullamento delle perdite per convezione. Il costo maggiore rispetto alla soluzione piana, comunque, ne consiglia l’adozione solo in casi particolari (temperature dell’acqua più elevate e/o clima rigido). Sono nella maggior parte dei casi di forma tubolare, permettendo l’inclinazione ottimale della piastra captante, anche se disposti secondo superfici orizzontali o verticali. Il mercato italiano, attualmente, è dominato dalla soluzione dei collettori a piani vetrati (91,5%), seguiti a grande distanza dai collettori sottovuoto (8%) e dai sistemi non vetrati.

In questi ultimi anni, in effetti, di energia solare si è parlato molto, e soprattutto per quanto riguarda la tecnologia fotovoltaica, che assicura la conversione della radiazione solare in elettricità. Il boom del fotovoltaico nel nostro Paese, passato in pochi anni da quota zero a circa 17 GW di potenza, ha di fatto oscurato la tecnologia per l’utilizzo termico dell’energia solare, il cosiddetto solare termico, che pure poteva vantare storicamente una presenza più radicata. Ultimamente, con l’avvicinarsi della fine dei fondi del Conto energia e l’esaurirsi del boom per il fotovoltaico, è però aumentato l’interesse verso questa risorsa.

Importante è, dunque, avere certezza del rendimento energetico del collettore già prima della sua installazione, così da comprendere l’esatto payback time e valutare la fattibilità dell’investimento. In realtà la produzione termica utile annua di un impianto solare, caratterizzato da una determinata superficie captante, può essere stimata abbastanza accuratamente attraverso un calcolo che tiene conto di parametri quali: la radiazione solare annuale disponibile nel luogo d’installazione; un fattore di correzione calcolato sulla base dell’orientamento, dell’angolo d’inclinazione dei collettori solari ed eventuali ombre temporanee; le prestazioni tecniche dei pannelli solari, del serbatoio, degli altri componenti dell’impianto e dell’efficienza del sistema di distribuzione; del grado di contemporaneità tra produzione del calore e fabbisogno dello stesso da parte dell’utenza.

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