eolica

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Queste pale eoliche galleggianti sono stati proposte, tra gli altri, da Paul Sclavounos, un professore di ingegneria meccanica ed architettura navale del Mit, ed Hodder è convinto che questo sistema applicherebbe bene il suo concetto: «In combinazione, le turbine galleggianti e le sfere di stoccaggio sottomarine potrebbero fornire un’affidabile energia on-demand, tranne durante lunghi periodi di calma. Nello stesso tempo, un’ubicazione molti chilometri in mare aperto fornirebbe il vantaggio di venti più forti che nella maggior parte dei siti on-shore, ma anche di operare fuori dalla vista dalla terraferma. Questo fornisce un sacco di flessibilità nella scelta del sito». 

Quindi le ceneri delle centrali a carbone verrebbero utilizzate per stoccare energia che punta a sostituirle: una specie di contrappasso o di araba fenice eolica che sorge dalle ceneri del rifiuto energetico che, dopo le scorie nucleari, è quello contro il quale è più forte la protesta delle associazioni ambientaliste statunitensi. 

L’eolico offshore potrebbe fornire energia elettrica in abbondanza ma, come con l’energia solare, questo rifornimento può essere intermittente e imprevedibile. Un nuovo approccio dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) potrebbe però mitigare questo problema, consentendo di stoccare e poi riutilizzare, su richiesta ed ogni volta che è necessario, l’energia prodotta dalle pale eoliche offshore.

I ricercatori del Mit hanno calcolato che una di queste sfera, messa a 400 metri di profondità, potrebbe stoccare fino a 6 megawatt-ora di energia: questo significa che 1.000 di queste sfere potrebbero fornire per diverse ore più energia di una centrale nucleare, abbastanza da farne una fonte affidabile di energia. Quindi 1.000 turbine eoliche dotate di sfere-ancora potrebbero sostituire una centrale a carbone o nucleare. In più, a differenza delle centrali nucleari o a carbone, alle quali occorrono ore per entrare in piena funzione, questa fonte di energia potrebbe essere disponibile in pochi minuti e immessa nella rete di distribuzione elettrica con la stessa rapidità. Infatti, come spiega Chandler, «Il sistema sarebbe grid-connected, così le sfere potrebbero essere utilizzate anche per immagazzinare energia da altre fonti, tra le quali i pannelli solari a terra o i sovraccarichi delle centrali elettriche, che operano in modo più efficiente a livelli costanti. Questo potrebbe potenzialmente ridurre la dipendenza dal picco di potenza delle centrali, che in genere operano in modo meno efficiente». 

En ese aspecto, la Fundación Energía Renovable Patagónica y el EPEN, firmaron contratos para reinvertir los ahorros que se generarán por el reemplazo de los combustibles fósiles con energía renovable y limpia en nuevos proyectos de energía renovable en la Provincia.

La empresa Duke Energy inauguró hoy en la provincia de Neuquén una central microhidroeléctrica en la comunidad de Cochico y una planta eólica-diesel en la localidad de Chorriaca, dos asentamientos poblacionales que no contaban hasta ahora con suministro eléctrico permanente.

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