energia geotermica

energia geotermica

Bari, 2 ago. (Adnkronos) – La sede dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia a Bari si è dotato di un impianto di condizionamento che sfrutta energia geotermica. La novità è stata presentata stamane dal presidente Nichi Vendola e dall’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni. Il sistema innovativo è stato reso possibile grazie a un progetto da 10 milioni di euro finanziato da fondi europei che punta all’efficientamento energetico di buona parte del patrimonio immobiliare regionale, per risparmiare energia elettrica, gasolio e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

Stando agli esperti il potenziale dell’energia geotermica è molto elevato in Svizzera. Il parlamento federale ha votato nel settembre 2011 una legge che chiude col nucleare sull’orizzonte del 2034 e apre il ventaglio delle alternative. L’energia geotermica è in buona posizione ma i recenti terremoti hanno suscitato preoccupazioni.

“Voglio ringraziare – ha detto il presidente Vendola, scoprendo il plastico che illustra il nuovo sistema – l’ingegner Vitofrancesco (dirigente del servizio Demanio e Patrimonio, ndr) che con passione sta mettendo in atto il progetto e anche l’assessore Leo Di Gioia (Bilancio ndr) che lo sta seguendo. Questo sistema può essere riassunto con la metafora della ‘gobba del cammello’, che accumula energia e la rilascia quando c’è bisogno e può essere utilizzato. A regime, risparmieremo tra i 20 e i 50mila euro l’anno con un risparmio tra le 30 e le 80 tonnellate di C02 immesse in atmosfera”.

La fotografia che vediamo e che ritrae gli edifici del data center è stata scattata dal treno Amtrak California Zephyr, che collega le città di San Francisco e Chicago. Non è un caso che il data center sia costruito lungo la via ferroviaria e la statale che si vede in primo piano: questa prima ferrovia transcontinentale americana è quella terminata nel 1869 dalla U.S. Intercontinental Railway e lungo la quale oggi corrono le linee dati in fibra ottica ad alta velocità.

Un mese fa spuntavano dal suolo le primissime strutture del data center Apple di Reno, nel deserto del Nevada. Oggi invece già si vedono distintamente due grandi edifici destinati ad accogliere i server dei servizi iCloud.

Secondo informazioni raccolte da AppleInsider, i lavori al data center Apple di Reno, in Nevada, sarebbero parecchio avanti rispetto alla tabella di marcia e tutto lascerebbe supporre una prossima apertura di almeno una parte dell’impianto. Le foto raccolte dal blog statunitense mostrano una piccola struttura bianca già terminata: si tratta quasi di un capannone, ma che è destinato ad essere il cuore nevralgico del sistema.

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